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450 alberi e arbusti corrispondenti a 128 tra specie e varietà botaniche. La grande massa verde che avvolge i passanti crea un piacevole microclima, attutisce i rumori, depura l’aria, offre un’esperienza di benessere e relax a contatto con la natura. Le chiome degli alberi presentano molte gradazioni di verde ben accostate tra loro da grigio azzurro ai toni più cupi, e fanno da quinta a prospettive sempre diverse.
I Giardini Pubblici
I giardini pubblici sono il magnifico cuore verde di Arco. Sono stati creati negli ultimi decenni dell’Ottocento, durante gli anni felici del luogo di cura invernale. Si può chiaramente individuare la dicotomia esistente fra i giardini d’inverno e quelli d’estate; più solatiii i primi, più ombreggiati i secondi. Fra le decine di varietà tipiche del clima mediterraneo e subtropicale richiamano senz’altro l’attenzione del visitatore il cedro dell’Himalaia, il nespolo del Giappone e la palma azzurra.
L’arboreto di Arco
L'Arboreto di Arco è parte dell'antico Parco Arciducale creato dall'Arciduca Alberto d'Asburgo nei pressi della Villa Arciducale intorno al 1872. Negli anni ‘60 vennero realizzati i "paesaggi vegetali in miniatura", che richiamano gli ambienti di origine delle piante: oasi e vialetto di palme, boschetto di conifere, giungla di bambù, macchia mediterranea, piante utili subtropicali, piante asiatiche, limonaia, stagno, pendio delle ginestre.
Grazie al clima mite dell’Alto Garda, vi crescono oltre 150 specie di alberi e arbusti provenienti da tutto il mondo, con prevalenza di piante mediterranee e subtropicali.
Il bosco Caproni
Collocato a nord degli abitati di Massone e San Martino, il Bosco Caproni si estende per 44 ettari. La collina è circondata da pareti stapiombanti custodi di una varietà di paesaggi vegetali e rocciosi testimoni dell’antica storia geologica. Al’interno del Bosco si incontrano le suggestive cave di oolite utilizzate dall’Ottocento per la pietra statuaria.
La costa
La costa è il pendio che dal castello scende verso la piazza di Arco. Questo percorso è stato realizzato dopo il grande freddo del 1985 che proprio in questa parte di olivaia aveva fatto grandi danni. Oltre all’olivo, pianta simbolo di Arco, sono ben presenti in questa zona il corbezzolo e l’agave.
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